L’ira non è un’occasionale esplosione di rabbia: diventa un vizio in presenza di un’estrema suscettibilità che fa sì che anche la più trascurabile delle inezie sia capace di scatenare una furia selvaggia. La rabbia è una passione che fa parte di noi e che dovrebbe indurci a guardarci dentro con più attenzione. La rabbia, è una dinamica passionale del corpo che lo può danneggiare sia quando è compressa sia quando è scatenata.
Il quadrato del Sator è una struttura a forma di quadrato magico (che ricorda quella dei quadrati magici di tipo numerico) composta dalle cinque parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA e ROTAS, che, considerate di seguito (da sinistra a destra o dall’alto in basso), danno luogo ad un palindromo (frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa).
Al centro del quadrato la parola TENET forma una croce palindromica:

SATOR : il seminatore
AREPO : sul suo carro (parola di origine celtica il cui significato è simile a carro)
TENET : dirige
OPERA : con perizia
ROTAS : le ruote (le ruote stanno a significare le orbite dei corpi celesti)

Indolenza, indifferenza: l’accidioso indugia voluttuosamente nell’ozio e nell’errore. Il termine, nel greco classico, designa la negligenza, l’indifferenza, la mancanza di cure e di interesse per una cosa. L’accidioso sa quali siano i suoi impegni, ma pur di non assolverli, ne ridimensiona la portata, autoconvincendosi che si tratti di piccolezze e che rimandarle non comporti conseguenze gravi.
Lo Shu è un quadrato magico costruito su 9 quadrati con aspetto 3 × 3 contenente tutti i numeri interi da 1 a 9 senza ripetizioni. I numeri sono disposti in modo tale che sommandoli sulle diverse righe, colonne o diagonali si ottiene sempre il valore 15.
Una delle leggende che riguardano Lo Shu, dice che intorno al 2800 a.C. in Cina si ebbe una disastrosa piena del fiume Lo causata dall’ira del dio del fiume:
La popolazione, per far cessare il disastro offrì dei sacrifici al dio Lo, ma la furia del fiume non si placava. Dopo ogni sacrificio dal fiume emergeva una tartaruga e solo dopo vari tentativi un bambino riuscì a raccoglierla e si accorse così che sul guscio della tartaruga era segnata una rappresentazione del quadrato magico con valore 15. Questo significava che il dio Lo chiedeva 15 sacrifici. Così la popolazione accontentò il dio Lo che riportò il fiume alla normalità.


Il superbo ostenta sicurezza e cultura e sminuisce i meriti altrui. La sua posizione psicologica è complessa, infatti non sempre è realmente convinto di possedere le qualità che lui stesso si attribuisce.
La superbia affonda le sue radici nel profondo dell’uomo, che è sempre teso alla ricerca e all’affermazione della propria identità.
Il superbo teme delusioni e insuccessi perché gli rivelerebbero una triste verità: quella di essere in realtà un mediocre.
Il testo della tavola di smeraldo o tavola smeraldina secondo la leggenda sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell’era cristiana. Il testo (tradotto dall’arabo al latino nel 1250) era inciso su una lastra di smeraldo. Esso rappresenta il documento più famoso degli scritti ermetici ed è attribuito allo stesso Ermete Trismegisto, che incise le parole della Tavola su una lastra verde di smeraldo con la punta di un diamante:
« Verum, sine mendacio certum et verissimum, quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione. Pater eius est sol, mater eius luna; portauit illud ventus in ventre suo: nutrix eius terra est. Pater omnis telesmi totius mundi est hic. Vis eius integra est, si versa fuerit in terram. Separabis terram ab igne, subtile a spisso, suaviter cum magno ingenio. Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habebis gloriam totius mundi. Ideo fugiat a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis; quia vincet omnem rem subtilem, omnemque solidam penetrabit. Sic mundus creatus est. Hinc erunt adaptationes mirabiles, quarum modus hic est. Itaque vocatus sum Hermes Trismegistus, habens tres partes philosophiæ totius mundi. Completum est quod dixi de operatione solis. »

« È vero senza menzogna, certo e verissimo. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e terminato. »